E questo lavoro dovrebbe anche essere divertente

Daniele Bochicchio

di Daniele Bochicchio, in System.OT, martedì 16 ottobre 2007 ore 09.42

Dopo i miei 50 cent sulla semplicità perduta, due minuti di penserioso buongiorno con questa riflessione di Jeff Atwood.

Troppo spesso ci dimentichiamo che un lavoro per essere sopportato alla lunga, deve essere divertente. Per fortuna, riesco ancora a divertirmi mentre lavoro, mediamente. Ma io sono fortunato, cerco sempre di trovarmi qualcosa di esotico da fare: media center, gadget di vista, un po' di performance tuning, console application! :)

Invece, purtroppo, mi rendo conto che il mondo è popolato da gente che fa il compitino, non è orgogliosa di quello che crea, in una parola, ovviamente, non si diverte. E' un discorso chiaramente applicabile in toto anche ad altri lavori, per carità.

Questo però, nel nostro caso, si riflette in una qualità mediocre del software prodotto, stress a più non posso, poco rispetto del lavoro in generale e delle persone in particolare.

Il motivo è che in Italia ho trovato finora solo 2 (dicasi 2) posti in cui avrei davvero desiderato lavorare, per via della qualità del lavoro. Ed in questi due posti fare software non è il core business, è un servizio interno. Non so se prenderla male o malissimo...

Voglio dire, se non si capisce che uno sviluppatore ha bisogno di almeno due schermi da 19'' e non di uno da 15'', che il suo pc deve essere sempre quello più pompato dell'azienda, che non è una fabbrica e che gli orari devono essere flessibili (oggi faccio 5 ore perchè non ho l'ispirazione, domani te ne faccio 13 perchè ce l'ho...), che si lavora sugli obiettivi e non sulla quantità ("signò, so' 250 grammi, che faccio, lascio?"), che l'aggiornamento è essenziale e non un motivo per fare "festa" (non siamo più alle superiori...), allora tutto il resto è automatico: noia e depressione.

La morale? Scegliersi il posto in cui lavorare, non farsi scegliere. Francamente, è uno dei motivi per cui non ci penso nemmeno a farmi assumere: il posto in cui voglio lavorare io, in Italia, non esiste ancora. O almeno, io non l'ho trovato. E tra il farmi intrappolare in qualcosa che mi fa passare l'amore per fare software, o svolazzare da una parte all'altra, cambiando luoghi e cose da fare, preferisco il male minore.

Certo è che anche in USA la situazione pare simile. Paese che vai, cattive usanze che trovi...

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