Free? Why not?

Come spesso accade quando sei preso da mille cose in questi giorni mi è capitata l'occasione di fare un favore ad un amico e da questa semplice cosa mi sono trovato a riflettere su una questione abbastanza spinosa, che riguarda il mio lavoro ma che non mi aveva mai toccato prima se non come semplice utente : la filosofia Open Source e il Software Free (che non sono la stessa cosa).

Iniziamo dal principio: pochi giorni fa un amico mi ha chiesto di aiutarlo con una sua conoscente ipovedente che non riusciva a far funzionare un programma per ingrandire lo schermo del PC (acquistato per parecchi soldi con un parziale contributo della ASL locale). Il programma (molto semplice) non è altro che un "pulsante" on/off che ingrandisce di molto la parte dello schermo sotto il mouse in modo da permettere a chi vede solo ombre di leggere quanto scritto sullo schermo e quindi a tutti gli effetti di usare un PC.

Il programma aveva dei problemi di funzionamento di attivazione: per farlo funzionare bisogna chiamare un numero del rivenditore italiano, che si deve collegare in teleassistenza per modificare alcune impostazioni nel registro, scaricare un file di licenza etc etc.

Dopo alcuni pomeriggi passati cercando contattare la ditta fornitrice, dopo parecchie ore di teleassistenza e nulla di fatto ad un certo punto mi sono stufato e ho interpellato l'oracolo moderno: Google, che come una Sibilla tecnologica dopo pochi minuti mi ha portato ad un sito dove esiste un programma simile, completamente free, aggiornato, che ha funzionalità interessanti e maggior facilità di utilizzo di quello pagato a caro prezzo (anche con soldi nostri).

Vi risparmio la riflessione che ne è seguita e che mi ha comunque interrogato anche sul mio sforzo di "designer" e di "developer" (vi prego non chiamatemi programmatore, proprio non lo sopporto).

Non sono ancora giunto ad una degna conclusione, ma forse è vero che i clienti dovrebbero pagarci le idee, la professionalità, la competenza, il "know how" e non il "pacchetto"....certo ma come si fa a fatturare "3Kg di idea, 1etto di algoritmo e 4litri di competenza nel campo" ????

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Commenti
ITHost scrive:
Re: Free? Why not?

Il
programma (molto semplice) non è altro che un "pulsante" on/off che ingrandisce di molto la parte dello schermo sotto il mouse in modo da permettere a chi vede solo ombre di leggere quanto scritto sullo schermo e quindi a tutti gli effetti di usare un PC.

domanda, ma non bastava usare la funziona Magnifier di Windows?
http://www.microsoft.com/windowsxp/using/accessibility/magnifierturnon.mspx
01/12/2007 ore 22.23 | 1 risposta
»»»» m.alberti scrive:
Re: Free? Why not?

Diciamo che il magnifier di Windows va bene per tutte quelle persone che non hanno gravi problemi di vista, il programma in oggetto e il suo sostituto free hanno come
vantaggio non solo di ingrandire tutto lo schermo ma anche di adattare i caratteri e renderli maggiormente leggibili, smussandone alcune parti, di seguire le righe di lettura etc etc.

ciao

Modificato da m.alberti il 02 dicembre 2007 11.19 -
02/12/2007 ore 11.17
Daniele Bochicchio scrive:
Re: Free? Why not?

Maurizio Alberti wrote:
Non sono ancora giunto ad una degna conclusione, ma forse è vero che i clienti dovrebbero pagarci le idee, la professionalità, la
competenza, il "know how" e non il "pacchetto"....certo ma come si fa a fatturare "3Kg di idea, 1etto di algoritmo e 4litri di competenza nel campo" ????

non è questa la discrimintante, imho, quanto il fatto che acquistando un pacchetto il produttore si impegna
a) a tenere in vita il prodotto per un numero ragionevole di mesi  a supportarne i malfunzionamenti
c) a garantire il supporto
se a),  e c) non sono veri, allora è inutile comprare qualcosa. il problema è che ai signori di cui sopra che fanno software che non funziona, è possibile far scrivere da un'associazione di consumatori o dal proprio avvocato pretendendo i soldi indietro. il problema è che siamo in Italia e ci può volere tempo, ma se una questione di principio è importante, allora può avere senso far capire a questi signori, a prescindere dal caso specifico, che hanno la stessa responsabilità di chi vende una autovettura o un servizio che non va: rimborsano o sistemano il palese difetto.
29/11/2007 ore 18.03

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